Il Vangelo di oggi

MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS.."[O Dio] continua ad effondere su di noi il tuo Santo Spirito, affinché non ci stanchiamo di rivolgere con fiducia lo sguardo a colui che abbiamo trafitto: il tuo Figlio fatto uomo, Volto splendente della tua infinita misericordia, rifugio sicuro di tutti noi peccatori bisognosi di perdono e di pace nella verità che libera e salva. Egli è la porta attraverso la quale veniamo a te, sorgente inesauribile di consolazione per tutti, bellezza che non conosce tramonto, gioia perfetta nella vita senza fine .."(PAPA FRANCESCO)

Fotomontaggio realizzato da Antonio Teseo
L'ora in Manoppello:

METEO MANOPPELLO

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BLOG SENZA SCOPO DI LUCRO DI ANTONIO TESEO

martedì 20 ottobre 2026

 


 


Gervasio, Gervaso,  da Tilbury (Gervasius Tilleberiensis), Otia imperialia III, Il libro delle meraviglie, cap XXV, De figura Domini que Veronica dicitur, 1215 ca..


.."Una cosa senza dubbio tengo per certa: se si guarda con attenzione il volto del Signore che un ebreo sfregiò nel Palazzo del Laterano, vicino alla cappella di San Lorenzo (e la ferita coprì con un fiotto di sangue fresco il lato destro), si noterà come sia somigliante alla Veronica della basilica di San Pietro, all’icona che si trova sempre nella cappella di San Lorenzo e al Volto di Lucca".


Studio e Analisi Morfologica della Lesione sul Volto Santo di Manoppello


Di Antonio Teseo

studioso della Sindone di Torino

e del Volto Santo di Manoppello 


1. Natura Clinica e Medico-Legale della Lesione


Esclusione del taglio netto:

La lesione localizzata sulla guancia indicata nell'Effigie non presenta i margini lineari e regolari tipici di un'arma da taglio (lame o coltelli).


Trauma contusivo-lacerativo:

Dal punto di vista della traumatologia forense, l'aspetto di discontinuità con apparente coinvolgimento e sfiancamento del tessuto corrisponde a una lesione contusiva complessa con perdita di sostanza superficiale o lacerazione dei tessuti molli, compatibile con un impatto da corpo contundente (come un colpo ad alta energia o una percorsa) associato a una componente di soffusione emorragica profonda.


2. Continuità Storico-Documentale: 


Da Gervasio di Tilbury a Giacomo Grimaldi


La testimonianza medievale (Gervasio di Tilbury):

Nel suo Otia Imperialia (ca. 1215), Gervasio attesta che l'immagine del volto di Cristo (come quella del Laterano) presentava un segno cruento e un flusso di sangue fresco sul lato destro, considerato l'esito di un oltraggio fisico. Questa fonte conferma che il segno era già noto e codificato nel Duecento.


Questo tipo di racconto

leggendario-devozionale era comune nel Medioevo per spiegare la presenza di segni, macchie o presunti danni fisici riscontrati su immagini venerate e considerate miracolose, attribuendo simbolicamente l'offesa a un atto di oltraggio (un’ulteriore reiterazione della Passione sul piano iconico).


Questa coincidenza posizionale (la lesione localizzata sulla guancia destra del volto di Cristo) dimostra come la tradizione medievale conoscesse e tramandasse la presenza di questo segno distintivo, ritenendolo un tratto peculiare che accomunava le diverse reliquie e icone dell'epoca (la Veronica romana, l'icona del Laterano e il Volto di Lucca, citati da Gervasio).


La conferma archivistica moderna (Giacomo Grimaldi, 1618): 

Questa tradizione visiva trova un riscontro straordinario nel disegno realizzato dall'archivista vaticano Giacomo Grimaldi nel suo opuscolo dedicato alla Veronica del 1618. Il documento iconografico di Grimaldi raffigura la medesima ferita sul lato destro del volto (in configurazione speculare rispetto alla visione diretta del Volto Santo con l'aspetto del Volto sindonico), provando che la fisionomia e la mappatura di questa lesione si sono mantenute ininterrottamente stabili tra il Medioevo e l'Età Moderna.


3) La Doppia Visibilità (Due Dritti) e la Sovrapposizione del Volto Santo di Manoppello con la Sindone


​La Trasparenza e l'Assenza di Dritto e Rovescio:

​A differenza di un dipinto tradizionale — che possiede un "dritto" con i pigmenti e un "rovescio" di trama grezza — il velo di Manoppello (realizzato in bisso finissimo) è semitrasparente, consentendo di osservare l'immagine da entrambi i lati con la medesima nitidezza e orientamento ("due dritti"). Questa peculiarità materiale esclude le tecniche pittoriche convenzionali e apre a ipotesi di genesi acheropita o anomala.


4. Sovrapposizione Morfologica con la Sindone di Torino


Identità di coordinate anatomiche:

Attraverso l'analisi comparativa e la sovrapposizione geometrica con l'Uomo della Sindone (e con le relative colature ematiche), i tratti somatici e la lesione traumatica della guancia mostrano una corrispondenza millimetrica.


Sintesi conclusiva:


Il segno sulla guancia non rappresenta un dettaglio isolato o una leggenda agiografica, ma si configura come un punto di contatto medico-forense e strutturale tra le antiche reliquie, confermando una mappatura traumatologica coerente con i racconti della Passione e documentata per secoli dalle fonti storiche.

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