Di Antonio Teseo
Ci sono luoghi nei quali si entra con il cuore pieno di pensieri e dai quali si esce portando dentro qualcosa di diverso.
Il Santuario del Volto Santo di Manoppello è uno di questi luoghi.
Qui tante persone arrivano ogni anno. C'è chi viene da lontano, chi arriva dalla nostra terra d'Abruzzo, chi entra per curiosità e chi invece viene con una preghiera nel cuore.
Davanti a quel Volto c'è tanta umanità.
C'è la mamma che prega per un figlio malato, il marito che chiede aiuto per la propria famiglia, l'anziano che affida al Signore gli ultimi anni della sua vita. C'è chi cerca un lavoro, chi ha perso una persona cara, chi attraversa un momento difficile e non sa più a chi rivolgersi.
E poi ci sono le persone che non chiedono nulla, ma sentono soltanto il bisogno di fermarsi e guardare Gesù.
Si raccontano tante grazie ricevute da chi si è affidato al Volto Santo. Alcune testimonianze parlano di momenti difficili superati, di preghiere esaudite, di ritrovata serenità e di forza per affrontare la malattia.
Non dobbiamo pretendere di spiegare tutto, né chiamare miracolo ogni cosa. Ma non dobbiamo neppure dimenticare quanto bene possa fare la preghiera a un cuore che soffre.
Forse il messaggio più bello del Volto Santo è proprio questo: Gesù non si dimentica di noi.
Quando siamo felici, quando siamo tristi, quando abbiamo paura e anche quando non troviamo più le parole per pregare, possiamo sempre rivolgerci a Lui.
E allora, quando passiamo da Manoppello, fermiamoci qualche minuto davanti a quel Volto. Non servono discorsi importanti. Basta una preghiera, magari un semplice:
«Gesù, guarda la mia famiglia, proteggi i miei figli, aiuta chi soffre e non abbandonare chi non ha più speranza».
Perché a volte una preghiera detta con il cuore vale più di tante parole.
E ricordiamoci che la grazia più grande non è sempre ottenere ciò che chiediamo, ma trovare la forza di continuare a camminare, sapendo di non essere soli.
Ma contemplare il Volto Santo non significa soltanto cercare conforto e pace per noi stessi.
Quel Volto, che sembra parlare silenziosamente al nostro cuore e trasmetterci una pace profonda, ci invita anche a portare quella stessa pace nella vita degli altri.
Ci ricorda che non basta pregare per chi soffre: dobbiamo imparare a riconoscere Gesù anche nel volto di chi incontriamo ogni giorno, soprattutto in quello delle persone più fragili, sole, dimenticate e bisognose di aiuto.
La fede non può fermarsi davanti a un'immagine, per quanto preziosa e venerata. Deve diventare amore concreto, attenzione, vicinanza e capacità di donarsi.
Dovremmo imparare a voler bene al prossimo con un amore sincero, senza calcoli, senza aspettarci nulla in cambio, proprio come quello di una mamma per il proprio figlio: un amore che non domanda quanto riceverà, ma che semplicemente si dona.
È questo che Gesù ci chiede con il suo insegnamento quando contempliamo il suo Volto: non soltanto cercare la sua pace, ma diventare noi stessi strumenti di pace; non soltanto chiedere il suo amore, ma imparare a trasmetterlo a chi ci sta accanto.
Perché ogni persona che soffre, ogni volto segnato dalla fatica, ogni cuore che cerca conforto merita di essere guardato con gli occhi e con l'amore di Gesù.
Ma c'è ancora qualcosa di più profondo che questo Volto sembra volerci comunicare: il mistero della Trasfigurazione e della Risurrezione di Gesù.
Contemplando il Volto Santo siamo invitati a guardare oltre ciò che vedono i nostri occhi, a riconoscere in Gesù il Figlio di Dio, che ha attraversato la sofferenza e la morte per donarci la speranza della vita eterna.
Quel Volto ci parla di una vita che non finisce, di una luce che non si spegne e di un amore che nemmeno la morte può cancellare.
Ma questo messaggio riguarda anche ciascuno di noi. Gesù ci invita a una trasformazione profonda: a cambiare il nostro cuore, a lasciare andare l'indifferenza, l'egoismo, il rancore e tutto ciò che ci allontana da Lui.
Ci chiede di diventare persone nuove, capaci di amare di più, di perdonare, di aiutare chi soffre e di compiere ogni giorno gesti di bontà senza aspettarci nulla in cambio.
Perché ogni opera buona compiuta con amore, ogni mano tesa, ogni sacrificio silenzioso e ogni gesto sincero di generosità sono semi di bene che affidiamo all'eternità di Dio.
Forse è proprio questo il significato più grande della contemplazione del Volto Santo: lasciarci trasformare dal suo amore, affinché la nostra vita possa riflettere sempre più la sua luce.
E un giorno, quando il nostro cammino terreno sarà compiuto, poter sperare di ritrovarci con Lui nel Regno dei Cieli, dove ogni gesto d'amore, custodito nella misericordia di Dio, troverà la sua pienezza.
Guardiamo dunque il Volto di Gesù, lasciamoci raggiungere dal suo amore e permettiamogli di trasformare la nostra vita. Perché non basta contemplare la sua luce: siamo chiamati a portarla nel mondo, con la speranza di poterla ritrovare un giorno, per sempre, nell'eternità.
Il Volto Santo di Manoppello fotografato in due momenti diversi e illuminato dalla luce in condizioni differenti, durante una processione delle Feste di Maggio in suo onore.

