Il Vangelo di oggi

www.libreriadelsanto.it

lunedì 30 gennaio 2012

Il Volto Santo è la Veronica romana

Durante le processioni della domenica e del lunedì della festa Volto Santo che si svolgono nel mese di maggio, tante sono le compagnie di pellegrini che, provenienti da diversi paesi dell’Abruzzo, vengono a venerare il Santissimo Volto cantando i loro antichi inni. Qui sotto è inserito l’inno appartenente ai devoti della città di Vacri con la relativa traduzione in italiano.

CANTO DEI VACRESI
IN PELLEGRINAGGIO AL VOLTO SANTO
DI MANOPPELLO



E noi siamo la compagnie (E noi siamo la compagnia)
e cammineme de nott'e ggiorne: (e camminiamo notte e giorno:)
lu Santissime Volto Sante (il Santissimo Volto Santo)
nu le jeme a visità. (noi andiamo a visitare.)

Rit. Perdone, mio Dio, perdone (Rit. Perdona, mio Dio, perdona)
e te lo cercherò perdone. (e te lo cercherò.)

E sotte a na muntagne (E sotto ad una montagna)
ce sta lu Volte Sante: (c’è il Volto Santo:)
ci piove e nen si bagne (piove e non si bagna)
per la sua Santità. (per la sua Santità)

Rit. Rit.

Volto Sante,Volte belle (Volto Santo, Volto bello)
prutettore de Manuppelle: (protettore di Manoppello:)
quelle sacra Cappelle (quella sacra Cappella)
nu le jeme a visità" . (noi andiamo a visitare.)

Rit. Rit.

E sotte a na muntagne (E sotto ad una montagna)
ci-à scite nu gran Sante (è uscito un grande Santo)
de nome Volte Sante (di nome Volto Santo)
e la grazia a noi ci fa. (e la grazia a noi ci fa.)

Rit. Rit.



Vecchia foto di compagnie di pellegrini provenienti da ogni parte d'Abruzzo, accolte in chiesa da un Cappuccino. Dietro il Cappuccino, si vede il Volto Santo dentro l'antico trono che fu donato al Santuario dai cittani di Lanciano.

Compagnie di Pellegrini
che cantano i loro Inni durante la processione.

Prosecuzione della Storia del Volto Santo a Manoppello, dal 1972 al 1991

A cura di Fabrizio Tricca e la collaborazione tecnica di Antonio Teseo.

1972 – Il Padre Passionista Enrico Sammarco scrive un libro sul Volto Santo dal titolo: “Ricordando il Volto Santo di Manoppello (Pescara)”.

1974 – Secondo le nuove norme liturgiche, viene realizzato l’altare rivolto al popolo. La navata centrale si arricchisce di vetrate istoriate recanti i segni della passione e del Leonelli che riceve il Santo Volto, mentre nelle navate laterali vengono realizzate due bussole: opere di Camper. Il Prof. Bruno Sammaciccia scrive un libro sulla reliquia abruzzese dal titolo: “Il Volto Santo di Gesù a Manoppello” che riscuote grande successo.

Nel concorso di poesia patrocinato dal comitato "festa del Volto Santo" s'impone il talento del poeta Prof. De Rentiis di Lettomanoppello. Fra le sue poesie più importanti dedicate alla Santa Immagine di Cristo, vogliamo ricordare: "La legggende de lu Volte Sante "; "Venite a lu Volte Sante"; "Preghiera a lu Volte Sante".

PREGHIERA A LU VOLTE SANTE PREGHIERA AL VOLTO SANTO

di Gustavo De Rentiis


E' lu terz'anne, bbelle Volte Sante, E' il terzo anno, bel Volto Santo,

che venghe qua, nghe tutte sti puéte. che vengo qui, con tutti questi poeti.

Mo so' venute pe lu terze cante. Adesso sono venuto per il terzo canto.

So' revenute pe placa' na sete, Sono ritornato per placare una sete,

che m'arde 'm pette da matine a sere: che mi arde sul petto dalla mattina alla sera:

o Volte Sante, sinte sta prehiere. o Volto Santo, senti questa preghiera.

Tu che pu tutte, Tu che sci patrone, Tu che puoi tutto, Tu che sei il padrone,

Tu che pu fa' le grazie a cente a cente, Tu che puoi fare centinaia di grazie,

prime de tutte dacce lu perdone prima di tutto dacci il perdono

de le peccate, e po' a le quattre vente dei peccati, e poi ai quattro venti

ggire ssu sguarde bbelle, e benedice gira quello sguardo bello, e benedici

lu monne tutte, e tutte fa' felice. tutto il mondo, e tutti fai felici.

Done la luce a chille che n' ge vede; Dona la luce a colui che non ci vede;

done la pace a l'aneme turbate; dona la pace a l'anima turbata;

fatte chenosce a chi nen te' la fede, fatti conoscere a chi non ha fede,

e cunzole ogne core scunzulate; e consola ogni cuore sconsolato;

alla ggente superbe e preputente alla gente superba e prepotente

fajje capì' ca nen capisce niente. falle capire che non capisce niente.

Lu monne vo’ nu poche de giustizie, Il mondo vuole un po' di giustizia,

e pe queste se liteche e s'affanne. e per questo si litiga e ci si affanna.

Ma ddo' sta cchiù la ggente de judizie?... Ma dov'è più la gente giudiziosa?...

Pìnzece Tu a lebbrarce d'ogne danne; Pensaci Tu a liberarci da ogni danno;

pìnzece Tu a reparà' ogne guaie, Pensaci Tu a riparare ogni guaio,

e sazie pure chi n' ze sazie mai. e sazia pure chi non si sazia mai.


A chi fatije da matine a sere A chi lavora dalla mattina alla sera

a la campagne, manne piogge e sole in campagna, manda pioggia e sole

pe quant’abbaste; dentre a le miniere quanto basta; all'interno delle miniere

fa' resplenne ssu sguarde che cunzole; fa' risplendere quel Tuo sguardo che consola;

e le fìjje custrette a i’ luntane, e i figli costretti ad andar lontano,

faccel'arevenì' cchiù bbelle e sane. facceli tornare più belli e sani.

Fa' sta' lu pane dentre a ogne mese, Fa' che il pane stia dentro ogni madia,

e da' lu foche a ogne fuculare; e dai il fuoco ad ogni focolare;

bbenedice ogne case, ogne paese, benedici ogni casa, ogni paese,

cumenzenne da quiste a Te cchiù care; incominciando da questo a Te più caro;

spigne ssu sguarde pe tutta la terre; volgi quel Tuo sguardo su tutta la terra;

lìbbrece da la fame e da la guerre. liberaci dalla fame e dalla guerra.

Bbenedice le cìtele e le mamme; Benedici i bimbi e le mamme;

bbenedice le vecchie e le huagliune, benedici le persone anziane e i ragazzi,

le giuvenotte, tulle foche e fiamme, i giovanotti pieni di ardore,

lu puverelle che nen té' furtune; il poverello che non ha fortuna;

e bbenedice, bbenedice, o Ddi', e benedici, benedici, o Dio,

chi mo sta nnasce e chi se sta a muri'. chi ora sta nascendo e chi sta per morire.

Facce cchiù bbone dolce a tutte quante; Rendici più buoni e dolci;

ammanzisce le tigre e le liune; ammansisci le tigri e i leoni;

fa' Tu, fa' Tu, o care Volte Sante, fai Tu, fai Tu, o caro Volto Santo,

che le falche n' acchiappe cchiù picciune, che i falchi non caccino più i piccioni,

che le lupe ne sbrane cchiù l'agnelle; che i lupi non sbranino più gli agnelli;

fa' nu monne d'amice e de fratelle. costruisci un mondo di amici e di fratelli.


1975 – Il 13 febbraio muore il compianto rettore del Santuario P. Gaudenzio da Montenero di Bisaccia.

Mosso da un grande spirito d'iniziativa, egli ha commissionato l'ampliamento della Chiesa dando così maggior decoro anche alla facciata.

 


Suo è stato il merito della realizzazione della "Casa del Pellegrino" che dà ristoro ai tanti devoti che vengono a venerare il Sacro Velo. Oltre a questo, P. Gaudenzio è riuscito a fare iniziare dei lavori che hanno per scopo quello di collegare il Santuario a Passo Lanciano "Maielletta" tramite una comoda strada, cosicché la gente che andrebbe in montagna, o che da essa ripartirebbe, avrebbe l'occasione di sostare nei pressi del Santuario per poi recarsi in chiesa. Ma purtroppo con la sua scomparsa l'ambizioso progetto non sarà mai più ripreso e portato a termine.

Il popolo di Manoppello offre un nuovo trono processionale al Sacro Volto ( 2 Agosto ) tramite la raccolta di fondi ad opera del Comitato “Pro nuovo Trono”.

Il Volto Santo esposto sul trono donato dal popolo manoppellese (questa foto mi è stata gentilmente offerta e autorizzata a pubblicare dalla signora Schuhmann Hildegard, anche lei studiosa della sacra reliquia abruzzese).

1977 – La gradinata di accesso al Volto Santo viene rifatta completamente ed ampliata a spese dei devoti Geremia Iezzi e Finella Pecchia. In occasione del Congresso Eucaristico Nazionale che si svolge a Pescara nel mese di settembre, i PP. Cappuccini allestiscono in città per pochi giorni una mostra sul Volto Santo di Manoppello che sarà molto visitata.

1978 – Grave lutto tra i Cappuccini per la morte di P. Domenico da Cese (17 Settembre) che è stato uno degli esponenti più attivi per la diffusione del culto della Santa Immagine di Manoppello. Suor Amalia Di Rella (1934+1998), figlia spirituale di P. Domenico, fonda a Ruvo di Puglia (Bari) l’Associazione del Volto Santo di Manoppello a cui fanno parte più di 200 persone. Durante l’anno vengono eseguiti diversi lavori: levigatura e lucidatura del pavimento del Santuario; restauro Sala del Tesoro e rifacimento del tetto; ristrutturazioni di due saloni che serviranno per il museo; e la mostra Missionaria permanente con materiale pervenuto dalla Guajira (Colombia).

Il Dottor Bruno Sammaciccia pubblica altri due libri sul Volto Santo di Manoppello: uno fotografico ( Giugno ) e uno tascabile ( Dicembre ).

1979 – Incendio alla Casa del Pellegrino. Notevoli danni e tante le preoccupazioni. Nel Santuario si installa un nuovo organo elettronico e vengono esposte in cantoria le preziose canne dell’antico organo (1904) andato in rovina. Tutto il Santuario viene ritinteggiato. L’ 8 dicembre nasce a Manoppello la Pro-Loco del Volto Santo.

1980 – Nei lunotti della facciata vengono realizzati, dall’artista Venturelli, tre mosaici raffiguranti il Cristo accogliente, la Madonna e San Francesco d’Assisi. La Comunità italiana della Parrocchia “Our Lady Queen of the word” in Richmond Hill (Canada) inizia a festeggiare, il 6 Agosto, Il Volto Santo di Manoppello e Sant’Anna.

Presidente: Gino D’Antonio

1981 – L’antica Cappella del Volto Santo viene ornata da vetrate istoriate raffiguranti volti di donne esterrefatte (umanità sgomenta e implorante) e da una vetrata al lato deve vi è la raffigurazione dei frati che ricevono il Volto Santo: opera di P. Schiavina .

1982 – La Casa del Pellegrino riportata al suo splendore riprende l’attività. Il tempietto del Volto Santo viene custodito da vetri antiproiettili e i banchi della Chiesa resi più comodi per la beneficenza di Iezzi Geremia, insigne benefattore.

1984 – Nei giorni 7 e 11 Maggio vengono avvertite due tremende scosse di terremoto che non saranno mai cancellate dalla mente dei manoppellesi. La Casa del Pellegrino accoglie per vari mesi molte famiglie fatte evacuare dalle proprie abitazioni pericolanti. Nel Santuario si hanno delle lesioni notevoli nella Navata sinistra ed un avvitamento con spostamento di 3 cm del Campanile all’altezza di 15 cm. Nella Festa di Maggio, a causa del teremoto, il Volto Santo non viene fatto passare in processione per le vie del Paese, perché impraticabili, né viene fatto arrivare nella Chiesa di S. Nicola, perché pericolante.

Molte lacrime si sono viste sulle gote delle donne manoppellesi quando il Volto Santo ha proseguito per la via orientale.

1985 – Suor Amalia Di Rella fonda ad Andria (BA) l’Associazione del Volto Santo di Manoppello. L’ Autore V. C. pubblica un libretto di preghiere dedicate al Volto Santo di Gesù e alla statua della Madonna della Neve, la quale fu rinvenuta tra le rovine del Monastero di Vallebona.
Adiacente alla Casa del Pellegrino viene costruita una sala Cappella per l’esigenza di gruppi che intendono ivi pregare.

1986 – Suor Blandina Paschalis Schloemer, iconografa, scopre per mezzo di scrupolose misurazioni in scala una congruente proporzionalità tra il Volto della S. Sindone e il Volto Santo di Manoppello.

1987 – La tradizionale Festa del 6 Agosto del Volto Santo viene spostata alla prima Domenica dello stesso mese. La Statua della Madonna della Neve di Vallebona viene portata nel Mausoleo realizzato nell’orto del Convento. (Guardiano: P. Guglielmo Alimonti).

1991 – Il Gesuita tedesco P. Heinrich Pfeiffer, docente di Iconologia e storia dell’Arte Cristiana presso l’università Gregoriana di Roma, è convinto che il Volto Santo di Manoppello sia l'antica e celeberrima Veronica Romana.

Considerata nel Medioevo come la reliquia più importante per la cristianità, la Veronica veniva esposta dal papa alla venerazione dei fedeli ad ogni Giubileo. I poeti Dante e Petrarca la citano anche in alcune loro opere.

 


Da un’attenta osservazione, Padre Pfeiffer si accorge che ad un angolo del telo è incagliato una scheggia di vetro che a parer suo è del cristallo di Rocca dell’antico reliquiario trecentesco dove un tempo si esponeva il Sacro Velo. Questo reliquiario è possibile osservarlo ancora oggi, con il vetro lesionato, nella tesoreria della Basilica di San Pietro.

 


Reliquiario trecentesco dove un tempo si trovava esposto la Veronica tra due cristalli di Rocca

 


Scheggia di vetro incagliata nel velo del Volto Santo

 


Adattamento computerizzato per sovrapposizione del Volto Santo al reliquiario (elaborazione realizzata da Antonio Teseo). Probabilmente la Veronica era ripiegata e conservata tra due vetri, dentro al reliquiario, in modo da mostrare solo il Volto perché come abbiamo letto dalla "Relatione Istorica" di Padre Donato da Bomba il Volto Santo quando fu donato dal misterioso Pellegrino al dottor Leonelli misurava circa quattro palmi per quattro (più o meno 1.05 m x 1.05 m).

Il

Padre Gesuita sostiene, altresì, che tutta l'iconografia antica riferita alla Veronica (chiamata nel Medioevo anche Sudarium Christi) a partire dal primo giubileo del 1300 fino al Rinascimento sia riconducibile ad un unico modello che è quello del Volto Santo di Manoppello.

http://www.viedellospirito.it/web/index.php?option=com_content&task=view&id=370&Itemid=70

Preghiera di Giovanni Paolo II°

PDF Print E-mail


Lo splendore del Volto Santo
Signore Gesù, crocifisso e risorto,
immagine della gloria del Padre,
Volto Santo che ci guardi e ci scruti,
misericordioso e mite,
per chiamarci alla conversione
e invitarci alla pienezza dell’amore,
noi ti adoriamo e ti benediciamo.

Nel tuo Volto luminoso,
apprendiamo come si è amati e come si ama;
dove si trova la libertà e la riconciliazione;
come si diviene costruttori della pace
che da te si irradia e da te conduce.
Nel tuo Volto glorificato
impariamo a vincere ogni forma di egoismo,
a sperare contro ogni speranza,
a scegliere le opere della vita
contro le azioni della morte. Donaci la grazia
di porre te al centro della nostra vita;
di restare fedeli,
tra i rischi e i mutamenti del mondo,
alla nostra vocazione cristiana;
di annunciare alle genti
la potenza della Croce e la Parola che salva;
di essere vigili e operosi,
attenti ai più piccoli dei fratelli;
di cogliere i segni della vera liberazione,
che in te ha avuto inizio
e in te avrà compimento.

Signore,
concedi alla tua Chiesa
di sostare, come la Vergine Madre,
presso la tua Croce gloriosa
e presso le croci di tutti gli uomini
per recare ad essi
consolazione, speranza e conforto.
Lo Spirito che ci hai donato
porti a maturazione la tua opera di salvezza,
perché tutte le creature, liberate dai vincoli della morte,
contemplino nella gloria del Padre
il tuo Volto Santo,
che splende luminoso nei secoli dei secoli. Amen.

Nessun commento: