Il Vangelo di oggi

MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS.."[O Dio] continua ad effondere su di noi il tuo Santo Spirito, affinché non ci stanchiamo di rivolgere con fiducia lo sguardo a colui che abbiamo trafitto: il tuo Figlio fatto uomo, Volto splendente della tua infinita misericordia, rifugio sicuro di tutti noi peccatori bisognosi di perdono e di pace nella verità che libera e salva. Egli è la porta attraverso la quale veniamo a te, sorgente inesauribile di consolazione per tutti, bellezza che non conosce tramonto, gioia perfetta nella vita senza fine .."(PAPA FRANCESCO)

Fotomontaggio realizzato da Antonio Teseo
L'ora in Manoppello:

METEO MANOPPELLO

www.libreriadelsanto.it
BLOG SENZA SCOPO DI LUCRO DI ANTONIO TESEO

giovedì 25 giugno 2015

Finalmente decolla l'interesse per il Sudario di Gesù di Manoppello

http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2015/06/23/news/d-alfonso-da-900mila-euro-ai-frati-1.11664605

 

http://www.primadanoi.it/news/cronaca/560186/Viabilita--inaugurato-cantiere-della-strada.html

Viabilità: inaugurato cantiere della strada Manoppello-Roccamontepiano



Viabilità: inaugurato cantiere della strada Manoppello-Roccamontepiano
MANOPPELLO. Ieri  mattina, presso il ponte della Fornace, in localita' Manoppello, si e' svolta la cerimonia della posa della prima pietra della SR 539, la strada attesa da anni che colleghera' la Tiburtina Valeria con la direttrice Manoppello-Serramonacesca-Roccamontepiano. A presentare i lavori, il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco.
Presenti anche i sindaci di Manoppello e Serramonacesca, Gennaro Matarazzo e Franco Marinelli, l'ex presidente del consiglio provinciale Giorgio De Luca, Andrea Di Meo, gia' sindaco di Serra e vicepresidente del consiglio provinciale, nonche' il presidente della Regione Luciano D'Alfonso e il parroco don Nicolino Santilli, che ha benedetto il cantiere. Alla cerimonia ha preso parte anche una nutrita rappresentanza della cittadinanza. Dopo i saluti di rito da parte del governatore D'Alfonso e del presidente Di Marco, i due hanno, insieme a Materazzo e Marinelli, posato materialmente il primo mattone nel luogo dove, fra 200 giorni, sorgera' la rotatoria.
Di Marco ha anche illustrato nel dettaglio l'opera: «La S.R. 539 riveste un ruolo importantissimo per il collegamento della Val Pescara con le aree interne dell'Alento e del Foro - ha spiegato il presidente della Provincia -. L'arteria e' l'asse di collegamento essenziale tra i Comuni di Manoppello, Serramonacesca, Roccamontepiano e Pretoro, nonche', in particolare, con il santuario del Volto Santo di Manoppello. Alla fine degli anni '90, la SR 539 e' gia' stata oggetto, da parte dell'ANAS, di interventi mirati alla sistemazione plano-altimetrica del tratto compreso tra le progressive 0+000 e 3+500 circa, ovvero proprio in localita' 'Fornace'. Quindi e' da qui che oggi la Provincia di Pescara ha inteso dare continuita' e funzionalita' al potenziamento di questa arteria con un ulteriore lotto, in variante al tracciato esistente, fino a congiungersi allo svincolo per Manoppello. La lunghezza del nuovo tracciato in variante e' di 569 metri, oltre i raccordi con la viabilita' esistente, e permette di by-passare l'attuale tracciato della lunghezza di circa 1Km, con un percorso pressoche' rettilineo».
«L'opera - ha aggiunto Di Marco - e' inserita nel Piano Triennale Viabilita' Regionale 2008-2010 per un importo complessivo di finanziamento di 3 milioni di euro, di cui 2.152.000,00 previsti per lavori. L'intervento, nella sua organicita' e funzionalita', e' stato concepito in maniera tale da consentire l'esecuzione dei lavori senza interrompere il traffico veicolare nei due sensi di marcia, per non creare disagi alla circolazione. Solo all'atto della messa in esercizio della variante in simbiosi con il tracciato esistente - ha osservato infine il presidente - occorrera' predisporre alcune accortezze per la risoluzione della temporanea interferenza».
 Le opere d'arte salienti dell'intervento sono: realizzazione di un nuovo svincolo a rotatoria con la funzione essenziale di convergenza della viabilita' locale esistente e interconnessione con la nuova variante di tracciato.
Il diametro complessivo e' di circa 33 metri; realizzazione di un primo ponte per l'attraversamento del fossato "Manoppello" della luce di circa 24 metri; realizzazione di un viadotto a piu' campate in variante, di rettifica all'attuale tracciato, della lunghezza complessiva di circa 118 metri; consolidamento e protezione del versante collinare mediante realizzazione di paratie con pali a grande diametro (800 mm); adeguamento dello svincolo per il centro storico di Manoppello, con consolidamento del versante di monte e di valle. Completano l'intervento segnaletica stradale, barriere sicurvia e illuminazione, sia degli svincoli che lungo il costruendo tracciato. L'impresa aggiudicataria e' il Consorzio Cme (Consorzio Imprenditori Edili) di Modena; l'impresa consorziata esecutrice delle opere e' la Di Carlo Costruzioni di Casoli (Chieti). La tempistica contrattuale e' di 198 giorni.
«La posa della prima pietra merita la consegna di un altro ‘tapirone’ al Governatore regionale Luciano D’Alfonso che, per l’ennesima volta, com’è ormai abitudine per il Pd, ha tentato di prendersi il merito di un’opera frutto del governo di centrodestra-Presidente Testa», hanno commentato i consiglieri del centrodestra.

lunedì 25 maggio 2015

Relazione con Dio potendolo guardare negli occhi

Emozionante servizio mandato in onda questa mattina da TV2000 in diretta dalla Basilica del Volto Santo di Manoppello.

Il Santuario del Volto Santo di Manoppello
 
In diretta dal Santuario del Volto Santo di Manoppello, Vito D'Ettorre incontra il Rettore, Padre Carmine Cucinelli, e Padre Eugenio di Giamberardino.

https://www.youtube.com/watch?v=k-ReMVLKThY

martedì 3 marzo 2015

Alla scoperta della Sindone

https://www.youtube.com/watch?v=gDPZdir2fSA

Una lezione decisamente particolare quella a cui hanno partecipato gli alunni dell’Istituto alle Stimmate di Verona; al centro quello che viene chiamato il “Quinto Vangelo”: La Sindone. Relatrice d’eccezione la dottoressa Emanuela Marinelli uno degli studiosi del Sacro lino più famosi al mondo.

Commento al video di Antonio Teseo
L'immagine della S. Sindone si è formata per mezzo di una emissione corpuscolare di plasma ematico. La figura mostra i segni della Passione. Poiché non può esistere solo la Passione senza la Risurrezione (Is, IV Carme del Servo), l'immagine della S. Sindone quindi è complementare a quella impressa sul sudario sepolcrale del Volto Santo di Manoppello: aspetto trasfigurato del Cristo.
 
Trasfigurazione, significa trasformazione dell'aspetto.
Ecco come il Volto Santo di Manoppello si trasforma attraverso la luce, perché esso è un'immagine olografica.
 
 
 
 

giovedì 2 ottobre 2014

Sunday TV Healing Mass for the Homebound (September 14, 2014)

https://www.youtube.com/watch?v=bDStyvwlBXw

Pubblicato il 14/set/2014
ACTS Catholic Prayer Community thru Agapetos Foundation, Inc. presents Feast of the Exaltation of the Holy Cross - TV Healing Mass for the Homebound at Chapel of the Eucharistic Lord, SM Megamall presided by Fr. Mario Sobrejuanite, SSP and co-celebrated by Fr. Danilo Flores, Diocese of Manila; Fr Carmine Cucinelli, OFM Cap Rector of the Basilica of the Holy Face, Manopello Abruzzo, Italy - aired lived on September 14, 2014 at 9TV (Local chan 9, Skycable chan 14, Destiny chan 14, Cignal chan 10 & Cablelink chan 14) - 9:00am.

martedì 16 settembre 2014

Emozione del popolo cattolico filippino per il Volto della salvezza

Alcuni servizi mandati in onda dalle TV filippine che mostrano la gioia del popolo asiatico per la vista di una riproduzione fotografica del Sudario di Cristo Risorto esposta nel santuario di S. Antonio di Makati.

lunedì 1 settembre 2014

Il telo del Volto Santo di Manoppello è di bisso di lino



di Antonio Teseo


Come gran parte degli studiosi del Volto Santo anch'io avevo sostenuto con le mie prime pubblicazioni che la reliquia di Manoppello fosse di bisso marino. Oggi però questa tesi non mi sento più di avanzarla perché dopo circa cinque anni di intense ricerche mi sono invece convinto che il S. S. Sudario di Cristo è di lino finissimo.
Chi ha letto tutti i contenuti di questo blog ha potuto constatare con i propri occhi, punto per punto, tutte le mie dimostrazioni riguardo alle scoperte fatte non solo sul Volto Santo ma anche sul lenzuolo tombale della S. Sindone. Con uno di questi studi ho messo in luce che sul lino di Torino è raffigurato il sudario di bisso originariamente insanguinato della cittadina abruzzese - riconoscibile da più di una piega e da più punti d'incrocio - che un tempo, nella tomba, si sarebbe trovato a coprire il Volto di Gesù (vedi le dimostrazioni in immagini riportate qui sotto).

Il sudario di Manoppello che durante il lampo della risurrezione sarebbe apparso prima insanguinato e poi trasformato in tracce ematiche ossidate, appena percepibili o non più, a causa della sovrapposizione al plasma della luce del Padre - Trasfigurazione - arrivata dal lato in cui sono rivolti i santi occhi di Cristo (cliccare con il mouse sopra le immagini per vederle ingrandite). 


Ecco allora le motivazioni per cui il sudario di Manoppello sarebbe di bisso di finissimo lino e non di bisso marino.

Dopo la morte in croce di Gesù, Giuseppe d'Arimatea, che era membro autorevole del Sinedrio ma anche discepolo di Gesù, chiese di nascosto ordine a Pilato di poter prelevare, dal campo detto Cranio, il corpo del suo maestro. Il prefetto glielo acconsentì. Giuseppe, allora, trovandosi in città, a Gerusalemme, acquistò dei teli preziosi per riservare al Signore una sepoltura non comune ma regale. 
Tra questi teli che dovevano avvolgere il corpo del redentore, vi erano un lenzuolo finemente lavorato (che sarebbe la S. Sindone di Torino) e un preziosissimo sudario di finissimo bisso che misurava 2 cubiti reali x 2 (che sarebbe il Volto Santo di Manoppello). 
Per le sepolture di questo genere i giudei usavano avvolgere le salme dei re o dei sacerdoti ebrei con teli di lino. Il candido lino era ritenuto sinonimo di purezza e di giustizia. Durante la lavorazione di filatura con il fuso da parte delle donne ebree, ogni filo che doveva essere in seguito tessuto veniva trattato con il cedro proveniente dal Libano perché solo così acquistava una ottima elasticità per la trama, ma anche perché per il simbolismo ebraico il profumo gradevole di questo particolare frutto riusciva ad arrivare fino in cielo a deliziare Dio. 
A differenza allora di un sudario di "puro" lino, un sudario di bisso marino sarebbe stato invece considerato "impuro" dai giudei, ed in particolare da Giuseppe d'Arimatea, anche lui giudeo, perché i filamenti di questo tessuto venivano ricavati dalla secrezione di una ghiandola di mollusco (Pinna Nobilis) il quale viveva nella profondità del mare anche in mezzo alla sporcizia. Questi filamenti, che in un primo tempo fuoriuscivano dalla cozza in maniera semifluida e in un secondo tempo si solidificavano a contatto con l'aqua, servivano all'animale per fissarsi ad un sostegno ma anche per difendersi dai predatori.  
   
Fibre di lino oservate con il miscroscopio elettronico (foto scattata dal prof. Giulio Fanti che mi è stata da lui gentilmente regalata)


Fibre di bisso marino osservate con il microscopio elettronico (foto scattata dal prof. Giulio Fanti che mi è stata da lui gentilmente regalata)


Da alcuni fili che col tempo si sono spezzati nel velo di Manoppello, perché sollecitati da moltissime ripiegature, si può osservare dalle freccette come le fibrille si siano sfilacciate nella loro morbidezza così come succede per un filo comune di lino. In un filo di bisso marino le fibrille invece si vedrebbero più allargate, un po' contorte perché più solide e più disordinate. 




Il telo del volto Santo di Manoppello visto con il microscopio elettronico (foto scattata dal prof. Giulio Fanti che mi è stata da lui gentilmente regalata): sul telo sono visibili granuli e filamenti di polvere e sulle fibrille dei fili si osserva uno strato dell'ordine di 5 millesimi di millimetro (come per la S. Sindone) di plasma ematico ossidato. Per osservare nello specifico la patina in micrometri del plasma sulle fibrille, rivedi qui in alto le indicazioni con le freccette riportate sull'immagine centrale dei fili spezzati.    



Parte selezionata e ingrandita del sudario di bisso del Volto Santo di Manoppello visto in trasparenza. In un centimetro quadrato del velo si contano 26 fili di ordito e altrettanti di trama collocati a distanza regolare. Come vediamo nella figura 1, i colori non riempiono i vuoti del tessuto e si possono rilevare solo contro uno schermo opaco dietro l'immagine. Nella condizione ultima descritta, dunque, distinguiamo la palpebra di un occhio del  Sacro Volto di Cristo (vedi la coppia delle immagini della fig 2 sulla quale ho evidenziato con due linee gialle la definizione selezionata di cui sopra). Cliccare con il mouse sulle icone per vederle ingrandite così da poter osservare bene anche dei nodini che si formano in maniera naturale su un tessuto di lino.   


http://www.treccani.it/enciclopedia/bisso_%28Enciclopedia-Italiana%29/


    BISSO

    Enciclopedia Italiana (1930)
di L. M. C., G. Cal., G. Mon.
BISSO (dal gr. βυσσός, e questo dal fenicio būṣ; fr. bysse, sp. biso; ted. Byssus; ingl. byssus). - Fu così chiamata dai Greci una tela sottilissima e preziosa fatta col lino, proveniente dall'India e dall'Egitto e diffusa nel mondo mediterraneo dai Feniei. In Egitto le manifatture appartenevano ai templi che sotto i Tolomei avevano il monopolio delle tele per le mummie (G. Lombroso, Recherches sur l'econ. polit. de l'Égypte sous les Lagides, Torino 1870, p. 108 segg.). Per il suo pregio era adoperata da principi e sacerdoti, anche della religione ebraica. Da alcuni si ritiene che si ricavasse dal linum asbestinum, altri poi dicono non essere altro che il moderno cotone. Dall'uso ebraico volle la Chiesa che gli abiti dei sacerdoti fossero di lino.
Nell'ambiente romano, il byssus si trova per la prima volta ricordato in Plinio. A Roma, oltre che dall'Egitto, il bisso era fornito dalla città di Scythopolis presso Damasco, dalla Siria, e da Tarso in Cilicia, come sappiamo dall'editto di Diocleziano in cui ci sono date le qualità migliori. L'Italia ne produceva poco.
L'uso di tela fine sia per indumenti, sia per fazzoletti, tovaglioli, asciugamani, si diffuse negli ultimi tempi della repubblica: la donna fu la prima ad abbandonare la veste di lana per quella di tela; e il più antico costume di lino fu il supparum. Alessandro Severo fu un grande amatore delle tele di lino e gl'imperatori in genere facevano tessere il lino per proprio conto.
Zoologia. - Nel piede di molti Molluschi Lamellibranchi si trova una ghiandola, che secerne una sostanza semifluida, la quale, a contatto con l'acqua, si solidifica, formando una sorta di peduncolo, o, più spesso, un fascio di filamenti, che servono a fissare l'animale a un sostegno. Per lo più questo fascio di filamentì a cui, per analogia col nome del tessuto sopra ricordato, fu dato il nome di bisso, è di natura cornea, alquanto elastico, e in alcuni casi (Anomia) è impregnato di sali calcarei. La ghiandola del bisso non sbocca direttamente all'esterno, ma immette in una cavità del piede, che comunica con l'esterno per mezzo di una piccola apertura. Non tutti i Lamellibranchi sono provvisti del bisso; lo posseggono ad es. i generi Pecten, Tridacna, Avicula, Mytilus, Meleagrina, Pinna; nei generi Cyclas, Unio, Anodonta ed altri esiste in un periodo della vita, ma scompare allo stato adulto.
Il bisso della Pinna è così abbondante e fine, che può essere tessuto in una stoffa morbidissima, sericea, d'un colore bruno dorato, con riflessi verdastri. Un tempo gli abitanti delle coste siciliane, calabresi, tarentine e di Malta, ne facevano guanti, cravatte e altri oggetti di abbigliamento. Tale industria fioriva ancora nel sec. XVIII, ma la materia prima era troppo scarsa perché essa potesse acquistare notevole importanza (v. lamellibranchi).

Per leggere come le donne ebree al tempo di Gesù tessevano il lino, collegati con il link qui sotto riportato:

 http://wol.jw.org/it/wol/d/r6/lp-i/1200004591#h=0:0-7:0